Dal 1° gennaio 2010 è azionabile l’articolo
140-bis del Codice del consumo, per rendere giustizia ai cittadini in tutte
quelle situazioni nelle quali si controverte per importi di valore contenuto e
dunque, generalmente, si tende a rinunciare alla difesa dei propri diritti.
Anche se l'attuale progetto non può soddisfare i consumatori ai quali è
consegnata un’arma che sarà troppo complicato far funzionare, le azioni
collettive si faranno e le associazioni dei consumatori hanno già avviato alcune
iniziative. E' l'unica difesa in tutte quelle situazioni nelle quali le aziende
si macchiano di comportamenti scorretti nella consapevolezza che nessun
consumatore ha generalmente voglia, tempo e risorse per ricorrere al giudice
affrontando un processo dalla durata non predeterminabile.
Non è facile dire se l'attuale art. 140-bis potrà riequilibrare questa
situazione di debolezza: la norma infatti prevede, unico caso in Europa, che sia
il singolo cittadino ad attivarsi contro l’impresa scorretta, mentre le
organizzazioni dei consumatori sono relegate ad un ruolo comprimario.
E’ quindi difficile prevedere che quello consumatore, che finora rinunciava ad
agire per i pochi euro di un prodotto difettoso o di una bolletta gonfiata,
possa trovare il coraggio di azionare la nuova class-action assumendosi la
responsabilità di agire anche per conto di tutti gli altri consumatori nella
medesima situazione. Senza contare il rischio (previsto dalla norma) di
incorrere in una pesante condanna alle spese qualora l’azione fosse giudicata
infondata.
Per maggiori informazioni, si potrà consultare il sito
www.classaction.it