La legislazione di settore in materia di consumi (della quale il nostro sistema si è via via arricchito per lo più come recepimento delle direttive comunitarie) è contenuta nel Codice del consumo (decreto legislativo n. 206 del 6 settembre 2005).

Il Codice disciplina i diritti fondamentali dei consumatori, l’educazione, l’informazione, le pratiche commerciali e la pubblicità; il rapporto di consumo (contratti in generale; particolari modalità di conclusione e singoli contratti); la sicurezza e la qualità dei prodotti (in particolare, la responsabilità per danno da prodotti difettosi, la garanzia legale di conformità e le garanzie commerciali per i beni di consumo) e infine le associazioni dei consumatori e l’accesso alla giustizia.

Tra l'agosto e il dicembre del 2007, a distanza di due anni dalla sua approvazione, il Codice del consumo è oggetto di una serie di interventi modificativi ed integrativi.

Si tratta di una vera e propria novella, sia per dimensioni (gli articoli del Codice passano dagli originari 146 agli attuali 171) che per contenuti: dapprima per dare attuazione agli obblighi comunitari di cui alla direttiva 2005/29/CE in materia di "Pratiche commerciali sleali tra imprese e consumatori" (recepita all'interno del Codice con i decreti legislativi n. 145 e n. 146 del 2 agosto 2007); quindi per la necessità di dare corpo alle "Disposizioni correttive ed integrative" contenute nel decreto legislativo n. 221 del 23 ottobre 2007 (per mezzo del quale si provvede anche a far rifluire all'interno del Codice il decreto legislativo n. 190 del 19 agosto 2005, di recepimento della Direttiva 2002/65/CE, riguardante la "Commercializ-zazione a distanza di servizi finanziari"); infine per introdurre la c.d. class-action, approvata nella legge finanziaria 2008 e materializzata nel nuovo art. 140-bis del Codice.

La regolamentazione delle pratiche commerciali, in particolare, è destinata ad influenzare in modo complessivo il grado di tutela riconosciuto ai consumatori, trattandosi di un intervento che, con l'ambizioso obbiettivo di contrastare con approccio trasversale le condotte sleali adottate dai soggetti professionali (nella pubblicità e nella promozione dei prodotti, al momento della vendita come sul versante delle garanzie), impatta in modo consistente sull'impianto del Codice di settore.
L'azione collettiva risarcitoria (class-action) presuppone, accanto agli atti illeciti extracontrattuali, l'accertamento del diritto al risarcimento del danno nell'ambito di rapporti giuridici relativi a contratti di consumo stipulati ai sensi dell'art. 1342 Codice civile, ovvero in conseguenza di pratiche commerciali scorrette.

Testo integrale del codice del consumo
( pdf 471k)

Alcuni argomenti in particolare, disciplinati dal Codice del consumo o da specifici provvedimenti normativi:


Clausole vessatorie
Contratti volanti
Diritto di recesso
Garanzia sui prodotti
Privacy
Turismo



Clausole vessatorie.
Sono disciplinate dagli articoli 33-38 del Codice del consumo. Nei contratti conclusi tra consumatore e professionista si considerano vessatorie le clausole che, "malgrado la buona fede, determinano a carico del consumatore un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto". La legge fa un elenco esemplificativo di tali clausole e stabilisce che sono "inefficaci". Anche le associazioni dei consumatori possono ricorrere alla magistratura per far decadere preventivamente le clausole vessatorie. Deroghe particolari riguardano i contratti aventi ad oggetto la prestazione di servizi finanziari.

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Contratti volanti.
Gli articoli 45 e seguenti del Codice del consumo disciplinano i contratti negoziati fuori dei locali commerciali. Sono previste particolari garanzie per il consumatore che acquista beni e servizi in particolari condizioni (vendite a domicilio, sul posto di lavoro, durante un’escursione organizzata, per la strada, ecc.): è riconosciuta la facoltà di ripensamento entro 10 giorni lavorativi e in caso di controversia è prevista la competenza territoriale inderogabile del giudice del luogo di residenza o di domicilio del consumatore.

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Diritto di recesso
Il termine per recedere (uniformato dal Codice del consumo) è di 10 giorni lavorativi.
In particolare:
- per i contratti stipulati fuori dai locali commerciali decorre dalla sottoscrizione o dalla ricezione della merce;
- per le vendite a distanza (posta, telefono, fax, televendite, ecc), con esclusione di polizze assicurative, servizi bancari, servizi d'investimento, decorre dal ricevimento dei beni oppure dalla conclusione del contratto qualora siano stati acquistati servizi;
- per le multiproprietà (anche se il contratto è stato firmato nei locali commerciali della ditta, purché preveda un utilizzo dell'immobile di almeno 7 giorni) decorre dalla conclusione del contratto.

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Garanzia sui prodotti.
La garanzia sui prodotti venduti al consumatore è disciplinata dagli articoli 1490 e seguenti del codice civile e dagli articoli 128 e seguenti del Codice del consumo, che prevedono la responsabilità del venditore quando il difetto di conformità si manifesta entro il termine di due anni della consegna del bene. Il difetto deve essere denunciato entro il termine di due mesi dalla scoperta e l’azione diretta a far valere i difetti si prescrive nel termine di 26 mesi dalla consegna del bene.

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Privacy.
Il decreto legislativo 196/2003, denominato “Codice in materia di protezione dei dati personali”, si propone di comporre in maniera organica le innumerevoli disposizioni relative, anche in via indiretta, alla privacy: riunisce in unico contesto la legge 675/1996 e gli altri decreti legislativi, regolamenti e codici deontologici che si sono succeduti negli anni e contiene anche importanti innovazioni tenendo conto della “giurisprudenza” del Garante e della direttiva UE 2000/58 sulla riservatezza nelle comunicazioni elettroniche.
Il Testo unico è ispirato all’introduzione di nuove garanzie per i cittadini, alla razionalizzazione delle norme esistenti e alla semplificazione degli adempimenti.

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Turismo.
I diritti del turista sono tutelati dalla legge 27 dicembre 1977, n. 1084, che ha attuato in Italia la Convezione internazionale relativa al contratto di viaggio, firmata a Bruxelles nel 1970.
I pacchetti turistici (vacanze tutto compreso) sono disciplinati dagli articoli 82-100 del Codice del consumo, che prevedono un dettagliato obbligo di informazione a carico dell’operatore turistico, disciplinano i casi di revisione del prezzo e di modifica alle condizioni contrattuali, stabiliscono le ipotesi di recesso del turista e obbligano l’organizzatore del viaggio a risarcire i danni in caso di inadempimento contrattuale.
In materia di responsabilità del vettore aereo il Regolamento comunitario 889/2002 disciplina i danni, lo smarrimento e la ritardata consegna del bagaglio, mentre il Regolamento comunitario 261/2004 disciplina l’overbooking e il ritardo o la cancellazione del volo.
Gli articoli 69-81 del Codice del consumo disciplinano la multiproprietà.

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