La responsabilità professionale del medico, nonostante i
traguardi raggiunti dalla giurisprudenza in questi ultimi anni, è ancora materia
di scontro tra medico e paziente, soprattutto a causa dell’errata informazione
che ancora grava il loro delicato rapporto. Infatti le regole che informano la
responsabilità medica hanno da tempo assunto peculiare configurazione, tanto da
far discutere della responsabilità civile del medico come non di un sotto
insieme della responsabilità civile, ma di una nuova forma di responsabilità
dotata di regole proprie. Per tali ragioni solo operatori specializzati, sia
sotto il profilo medico legale che giuridico, possono rappresentare un punto di
riferimento utile sia per i medici che per i pazienti al fine di comprendere la
corretta impostazione del rapporto.
A ciò si aggiunga la complessa crisi che vive l’assicurazione della
responsabilità medica, da tempo divenuta frontiera dell’assicurazione della
responsabilità civile tanto da far temere che, di questo passo, in futuro la
concorrenza nel settore sia tanto ridotta da non poter produrre alternative
valide. Secondo i medici la responsabilità è dell’eccessiva attenzione che i
mass media avrebbero dedicato ad ogni caso di responsabilità, a prescindere
dalla sua reale rilevanza e fondatezza, tanto da far adottare ai medici stessi
una sorta di “medicina difensiva”, maggiormente orientata all’attenzione per le
conseguenza giuridiche che ai risvolti più strettamente sanitari; per i malati,
per contro, le ragioni sarebbero da individuarsi solo della riscoperta –per così
dire- della responsabilità medica, per lunghi anni oggetto di una colpevole
sottovalutazione le cui ataviche ragioni sarebbero da ricondurre ad una sorta di
omertà degli operatori del diritto e dei medici legali al cospetto della
necessità d’individuare forme di colpa medica.
La verità, come spesso accade, sta nel mezzo, anche se la crescita dei
risarcimenti liquidati dai Tribunali e a volte ottenuti in seguito anche a
complesse trattative, non ritengo sia da attribuire ad eccessi nelle valutazione
dei danni a persona, ma piuttosto alla presa di coscienza di quanto complesso
possa essere il danno subito a seguito di malpractice.
E’ inutile nasconderci che nel settore del risarcimento del danno che,
purtroppo, per ragioni di interesse e coinvolgimento di capitali, è in un certo
senso trainato dalle vicende dell’infortunistica stradale, si sta assistendo,
per un verso, ad un tentativo -meschino e profondamente ingiusto- di trasformare
il risarcimento in un indennizzo, con l’effetto di veder pregiudicata la
corretta valutazione del danno alla persona sostituito da somme forfetarie e per
l’appunto di matrice indennitaria; per l’altro, ad un crescente sensibilità per
altre forme di danno, in un certo senso parallele a quelle “tradizionali”, ma
non meno fondate, che trovano nell’affermazione del danno esistenziale il
simbolo maggiormente caratterizzante di una danno che non trovi le basi in una
matrice medico legale, atta ad individuare lesioni dell’intergità fisica sotto
il profilo strettamente “anatomico”, ma nel “perturbamento dell’agenda
quotidiana” per usare un espressione cara al Prof. Cendon che di tale danno è
stato l’ispiratore. In questo contesto il tentativo di trattare il caso di
responsabilità medica come un banale sinistro stradale è forte, poiché manca una
cultura giuridica e pratica che abbia sin qui percorso una strada di netta
separazione delle due tipologie di danno creando professionisti e giudici
fortemente orientati verso questa frontiera di responsabilità. A chi vorrà
occuparsene professionalmente, dunque, spetta il grave compito di condurre con
sé anche coloro che tale esigenza sentono in misura inferiore, al fine di
continuare nel percorso di sensibilizzazione delle stesse corti di merito alla
disciplina particolare della responsabilità da malpractice.
Su questa presa di coscienza si fonda la necessità di creare professionisti
specializzati nel trattamento dei casi di responsabilità professionale, così che
la rete di avvocati e medici legali, in grado di collaborare tra loro in modo da
rendere estremamente coordinata e professionale la prestazione offerta,
costituisca un punto di sicuro approdo.
Non va sottaciuta, sotto questo profilo, l’offerta, sempre più sfacciata -ed
aimè caratterizzata dall’anarchia di regole, sulle quali il legislatore sembra
trincerarsi dietro la scusa della libertà- di servizi di consulenza non meglio
precisati ed offerti da soggetti poco professionali, magari organizzati in
società che avrebbero la funzione di gestire un contenzioso tanto delicato ma
che, alla prova dei fatti, sarebbe interessante conoscere quali credenziali
avrebbero da offrire in un settore tanto delicato come quello descritto.
Per tali ragioni Consumerlaw persegue obiettivi di accertamento professionale
dei casi di responsabilità medica, offrendo un supporto giuridico affiancato dai
medici legali specializzati e forte dell’esperienza acquisita sul campo.
Chi ha bisogno d’aiuto può quindi inviare una segnalazione che contenga i propri
dati identificativi, un resoconto scritto della propria vicenda, e la
disponibilità ad inviare il materiale sanitario allo staff di medici legali
fiduciari, così da conseguire una risposta in merito alla fattibilità
dell’eventuale azione risarcitoria e all’eventuale avvio di un procedimento
penale. In questo ultimo caso è importante ricordare che la segnalazione deve
essere tempestiva, dato che l’eventuale avvio di un procedimento penale deve
essere stimolato con il deposito di un esposto-querela entro 90 giorni dalla
conoscenza del fatto. Ciccando qui può essere scaricato anche un modulo utile a
raccogliere i dati e ad inviare correttamente la segnalazione.